Schizzi, sicurezza e franchezza: il percorso di Stewart Young verso un agile concreto
"Preferisco essere un project manager pragmatico piuttosto che un agilista dogmatico."
Se hai incontrato Stewart Young, puoi immaginarlo mentre dice questa frase, pennarello in mano, mezzo sorriso sul viso. Cattura il suo stile: diretto, visuale, umano.
Prima le persone, poi i framework
Molto prima che Stu sentisse la parola "Scrum", disegnava immagini per aiutare adulti con disabilità di apprendimento a comunicare. Nell'assistenza sociale, ogni piano aveva tempi e budget fissi, ma ciò che cambiava di settimana in settimana era il modo in cui gli operatori rispondevano ai bisogni individuali. Lo scope veniva costantemente adattato, mentre la qualità rimaneva non negoziabile.
Guardando indietro, Stu si rende conto che stava già lavorando in modo iterativo, molto prima di conoscere il termine. Anni dopo, quando le autorità locali iniziarono a introdurre modi di lavorare Agile, il linguaggio finalmente corrispondeva a ciò che aveva vissuto per tutto il tempo.
Il momento in cui i pennarelli entrarono nella sala riunioni
Un amico lo spinse: poteva usare le sue abilità visuali nel mondo aziendale. All'inizio fu sorpreso: perché persone che non hanno difficoltà di lettura e scrittura dovrebbero volere disegni alla parete? Ma provò.
Stu si presentò al suo primo workshop aziendale con un rotolo di carta e un pugno di pennarelli. All'ora di pranzo, i dirigenti si aggiravano intorno alla parete, indicando gli schizzi, vedendo connessioni che nessuna presentazione aveva mai fatto emergere.
"L'obiettivo, il principio fondamentale più importante, era massimizzare la comunicazione. Comunicazione totale... che si tratti di interazione intensiva, di comunicazione tramite simboli e immagini, qualsiasi cosa."
I disegni non erano decorazione; erano catalizzatori. La complessità diventava visibile. Una volta che le persone potevano vederla, potevano risolverla.
Questo fu l'inizio del suo percorso come Scrum Trainer e facilitatore di competenze di comunicazione Agile, molto prima che questi titoli apparissero su un biglietto da visita.
Dall'assistenza sociale alla cultura aziendale
Passando al settore privato, Stu si aspettava budget più grandi e decisioni più rapide. Ciò che lo colpì fu il silenzio.
Nell'assistenza sociale, la comunicazione era la norma. Nel business, spesso mancava. Gli strumenti c'erano, ma le vere conversazioni non avvenivano. Quel contrasto ha plasmato il modo in cui Stu lavora oggi.
Usa la facilitazione visuale per forzare l'allineamento rispettando ogni voce nella stanza.
La vulnerabilità come strumento di leadership
Le sessioni di Stu sono luminose, disordinate e personali. Non nasconde l'inizio incerto di uno schizzo o il nervosismo nel parlare.
"La maggior parte dei miei interventi dell'anno scorso riguardava la vulnerabilità e il non sapere come percorso verso il successo."
Si definisce un "estroverso ansioso", poi chiede quale etichetta gli altri sceglierebbero. Quando l'inchiostro tocca la carta, i titoli di lavoro sfumano e le domande sincere emergono. È lì che inizia la sicurezza psicologica nei team Agile, non nei framework, ma nei momenti umani autentici.
Strumenti visuali che cambiano il comportamento del team
Chiedi a Stu cosa rende un team Agile e non partirà dai ruoli. Partirà dalle competenze: ascolto, facilitazione, riflessione. Sostituisce la parola mindset con comportamento, perché il comportamento è osservabile e sviluppabile.
Introduce modelli semplici ma potenti:
- SCARF aiuta le persone a capire perché reagiscono in modo difensivo nelle riunioni: evidenzia cinque trigger: Status, Certezza, Autonomia, Relazione ed Equità.
- La finestra di Johari mostra come il feedback ci permetta di vedere più di noi stessi e come i team crescano quando i punti ciechi si riducono.
- "Monte Stupido" è il modo ironico di Stu per spiegare l'effetto Dunning-Kruger: la pericolosa sicurezza che abbiamo quando sappiamo poco ma pensiamo di sapere molto.
I partecipanti se ne vanno non con nuove descrizioni di ruolo, ma con alcune pratiche da provare il giorno dopo, un marchio di fabbrica delle competenze di comunicazione Agile efficaci.
Cosa rende Stewart Young diverso
Oggi Stewart è Ambassador di Livello 2 presso Agile Academy e Certified Scrum Trainer. Il suo calendario è un mix di:
- Sketch-lab di leadership dove i dirigenti mappano la strategia in immagini.
- Bootcamp per team che sostituiscono le slide con murali condivisi.
- Coaching individuale che abbina intelligenza emotiva e pensiero visuale.
Che l'argomento sia la strategia di prodotto o la sicurezza psicologica, i pennarelli non sono mai lontani, e nemmeno la franchezza.
È il fit giusto per il tuo team?
Quando gli si chiede del suo cliente ideale, Stu è semplice:
"Un cliente curioso, un cliente aperto di mente e un cliente disposto ad ascoltare."
Il budget non conta. Ciò che conta è l'apertura. Non venderà soluzioni magiche, ma disegnerà la realtà attuale, farà domande incisive e terrà lo spazio fino a quando i veri problemi emergeranno. Quando un team porta la stessa apertura, la trasformazione inizia proprio sulla carta e continua attraverso un autentico Agile coaching e una profonda riflessione.
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